L’intelligenza artificiale può aiutare a trovare più velocemente i punti deboli di un software. Per le aziende è un vantaggio: se un problema viene scoperto prima, si può intervenire prima che qualcuno lo sfrutti per entrare nei sistemi o rubare dati.
Ma c’è un’altra faccia della medaglia: se le falle emergono più in fretta, le aziende devono essere pronte a capire quali sistemi sono a rischio e a correggerli senza perdere tempo.
Che cos’è una vulnerabilità software?
È un errore in un programma, in un sistema operativo o in un componente digitale. In certe condizioni, un attaccante può usarlo per accedere a informazioni, interrompere un servizio o compiere altre azioni non autorizzate.
L’AI può aiutare gli esperti a individuare questi problemi analizzando il codice e segnalando possibili errori. Non tutte le segnalazioni, però, indicano un pericolo concreto: i risultati vanno verificati da persone competenti.
Perché le aziende devono prepararsi
Un’azienda può usare molti strumenti diversi: computer, server, programmi, servizi cloud e software forniti da terzi. Se non sa con precisione quali strumenti utilizza, può non accorgersi che una vulnerabilità riguarda proprio i suoi sistemi.
E trovare il problema non basta. Quando è disponibile una correzione, bisogna capire dove applicarla, pianificare l’aggiornamento e controllare che sia stato installato correttamente.
Tre cose da fare per ridurre i rischi
1. Sapere quali sistemi si utilizzano
Tenere un elenco aggiornato di computer, programmi, servizi cloud e componenti software. Questo inventario aiuta a capire rapidamente quali sistemi potrebbero essere coinvolti quando viene segnalata una nuova vulnerabilità.
2. Correggere prima i problemi più rischiosi
Non tutte le vulnerabilità hanno la stessa urgenza. È importante dare precedenza a quelle che possono causare i danni maggiori, che riguardano sistemi esposti su Internet o per cui esistono già strumenti per sfruttare il problema.
3. Gestire gli aggiornamenti fino alla verifica finale
Le correzioni di sicurezza, spesso distribuite tramite aggiornamenti chiamati patch, devono essere valutate, installate e verificate. L’azienda dovrebbe stabilire chi se ne occupa, entro quali tempi e come gestire i casi in cui un aggiornamento non possa essere applicato subito.
Se non è possibile intervenire immediatamente, è importante documentare il motivo e ridurre temporaneamente il rischio, per esempio limitando gli accessi o aumentando i controlli.
Che ruolo può avere l’intelligenza artificiale?
L’AI può aiutare a esaminare le segnalazioni, individuare quelle più urgenti e velocizzare alcune attività di analisi. Non sostituisce però la verifica degli esperti né le decisioni su quali sistemi aggiornare e quando farlo.
La sicurezza dipende anche dall’organizzazione: i team IT, chi si occupa della sicurezza e i fornitori devono sapere chi interviene, con quali priorità e come verificare che il problema sia stato risolto.
La domanda da porsi
La questione non è soltanto se l’azienda abbia strumenti di sicurezza avanzati. È anche capire se sa quali sistemi possiede, se riesce a individuare i problemi più urgenti e se può correggerli in tempi adeguati.
Come può aiutarti Communication Box?
Per migliorare la sicurezza non servono soltanto nuove tecnologie: servono anche processi chiari, responsabilità definite e controlli regolari. Communication Box può affiancare le imprese nell’analisi dei processi digitali e nell’individuazione delle azioni più utili per migliorare controllo, affidabilità e sicurezza.
Il primo passo è semplice: sapere quali sistemi si utilizzano, capire dove si trovano i rischi e avere un piano concreto per intervenire.